Berrino sul miele

Fa bene, è buono ed è particolarmente indicato nei bambini (a merenda però, non a colazione).

A cura della redazione 21 Sep 2016
Berrino sul miele

E’ il parere del professor Franco Berrino: «Il miele – dice – è composto per il 95 per cento da glucosio e fruttosio liberi, non attaccati come nello zucchero. Sebbene glucosio e fruttosio abbiano effetti nocivi per la salute, la loro presenza nel miele è mitigata dalla vitamina C e da una notevole quantità di polifenoli che moderano l’azione negativa del fruttosio».

Ottima merenda

Via libera quindi al consumo di miele? «Beh, non proprio», smorza gli entusiasmi Berrino. «La dose indicata è quella di un cucchiaio al giorno, a merenda e non a colazione. Per i bambini, la cosa migliore è mangiarlo dopo l’attività sportiva. Per mangiare miele a colazione usiamo questa accortezza: abbiniamolo ad un grasso di buona qualità. L’ideale è il tahini, il burro di sesamo: lo si mescola al miele e si ottiene una crema gradevole, da spalmare sul pane integrale, in cui il grasso rallenta la velocità di assorbimento del glucosio».

Proprietà salutistiche
E quali sono le caratteristiche benefiche del miele per la salute? «Il miele ha proprietà antinfiammatorie, antisettiche ed è anche un ottimo disinfettante», continua Berrino. «Recenti studi hanno dimostrato come sia utile sciacquare la bocca con una soluzione che contenga miele quando si hanno afte in bocca. Inoltre, nella medicina ayurvedica, da migliaia di anni, si usa il miele come terapia per il diabete. Questo è fantastico, ma non è ancora chiaro come possa succedere. E’ possibile che lo stimolo dolce del miele aiuti il pancreas a produrre un po’ più di insulina. Varrebbe davvero la pena di impostare studi più approfonditi per capire l’origine di questa eccezionale proprietà del miele».

Occhio alle sofistificazioni
Ultima domanda: va bene ogni tipo di miele? «Assolutamente no», ci tiene a precisare Berrino. «Il miele è un alimento che si presta purtroppo a enormi sofisticazioni. E’ quindi importante che il miele sia di provenienza biologica e che l’azienda produttrice sia conosciuta e lavori con criteri rigorosi e documentati».

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