Il massaggio Tuina, dall’antica Cina ai giorni nostri

L’arte della Medicina tradizionale cinese passa attraverso le mani. Un’eredità raccolta anche dai professionisti italiani.

Paolo Ercoli 07 Nov 2017
Il massaggio Tuina, dall’antica Cina ai giorni nostri

In questi ultimi 10 anni il Tuina – una disciplina in precedenza quasi sconosciuta – si sta affermando nel panorama delle discipline bio-naturali e il suo studio vanta un crescente interesse da parte di un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo.

Manovre di riequilibrio energetico
Il Tuina, il cui significato letterale può essere tradotto con “spingere e afferrare”, è un metodo di trattamento manuale del corpo che ha nella medicina cinese la sua cornice concettuale di riferimento e di cui utilizza la visione filosofica e fisiologica oltre che gli strumenti di valutazione energetica. Per il riequilibrio delle energie della persona il Tuina utilizza un considerevole numero di tecniche di massaggio per trattare zone del corpo, meridiani e punti di agopuntura, anche tramite l’utilizzo di tecniche complementari come la moxibustione, la coppettazione o l’uso di diversi tipi di martelletti o altri semplici strumenti.

Curarsi usando le mani
Il Tuina è una forma antichissima di massaggio, sviluppatasi in Cina più di tre millenni fa; affonda quindi le sue radici nell’istinto naturale dell’uomo di toccare con le proprie mani le parti che percepisce come dolenti e di cercare, sempre con le proprie mani, di curare se stesso e gli altri.
Partendo da questa intuizione, confermata da una pratica diffusissima in Cina in ambiente medico così come tra i privati, sono state codificate successivamente diverse modalità di trattamento poi tramandate e affinate nei secoli fino ad oggi.

Insieme al Qigong pilastro della medicina
Fin dalle origini, seppur con nomi diversi, il Tuina è citato nei più importanti testi classici di medicina cinese: sotto la dinastia Han (approssimativamente i quattro secoli intorno all’anno zero dell’era cristiana in Occidente) vari documenti attestano quanto già allora fossero sviluppate le tecniche di massaggio. Nel Classico di Medicina interna dell’Imperatore Giallo (lo Huang Di Nei Jing) – uno dei testi più antichi e importanti della medicina cinese le cui indicazioni sono in parte seguite ancora oggi – il massaggio, insieme al Daoyin (oggi chiamato comunemente Qigong), è la tecnica posta “al centro” della medicina cinese.

Il medico dell’Imperatore Giallo dixit…
Questo testo è scritto in forma colloquiale e l’Imperatore chiede a Qi Bo, Medico di corte, di spiegare perché la medicina cinese ha diverse tecniche: a questo Qi Bo risponde collocando i diversi metodi della medicina cinese rispetto ai quattro punti cardinali e dice: “Nelle regioni del centro la terra è pianeggiante e umida; qui cielo e terra fanno nascere ogni sorta di prodotti, cosicché gli abitanti godono di un’alimentazione molto varia senza bisogno di faticare (nei campi). Soffrono di flaccidità muscolare con raffreddamento delle estremità o di sindromi da caldo e freddo, che curano con il Daoyin (attuale Qigong) e il massaggio. Quindi questi metodi provengono dalle regioni del centro”.

La prevenzione viene dal “centro”
Il medico dell’Imperatore Giallo intende dire che – laddove l’alimentazione è varia, il clima mite e non si debbano compiere particolari sforzi per adattarsi all’ambiente o durante il lavoro quotidiano – le tecniche di prevenzione acquisiscono maggiore importanza: il Centro è, nel simbolismo della Cina antica, il punto di riferimento intorno a cui tutto ruota: il colore giallo ad  esso associato è per antonomasia il colore dell’Imperatore e i cinesi, per esempio, chiamano se stessi Zhongguo ren, cioè “abitanti dello stato del centro”.
D’altronde nell’ottica della medicina cinese la prevenzione occupa da sempre un posto centrale ed è noto che in antichità il medico veniva pagato solo quando i suoi pazienti rimanevano in salute.

Tecniche in continua evoluzione
Dalla dinastia Ming (1368-1644 d.C.) si afferma il termine Tuina, mentre prima era utilizzato prevalentemente il termine Anmo (letteralmente “premere e strofinare”). Questo è il periodo in cui si sviluppa il massaggio pediatrico, tuttora ampiamente utilizzato in Cina e in Occidente.
Successivamente, la tecnica ha conosciuto una continua evoluzione, fino ai nostri giorni. Sono state codificate circa cinquanta tecniche-base che prevedono diverse esecuzioni. Completano il panorama le mobilizzazioni passive e le trazioni articolari.

Un’impronta fortemente medica
In Italia il Tuina è stato inizialmente diffuso soprattutto dai medici agopuntori che lo avevano visto praticare negli ospedali cinesi durante i loro soggiorni di studio e perfezionamento in agopuntura. L’insegnamento della disciplina è stato quindi svolto soprattutto all’interno delle scuole di agopuntura, limitandone fortemente la diffusione come tecnica di riequilibrio energetico. Se infatti lo mettiamo a confronto con lo shiatsu, che – lo ricordiamo – ha avuto origine ai primi del Novecento in Giappone e si è diffuso tramite operatori non medici, notiamo come l’ambito medico abbia rallentato fortemente lo sviluppo iniziale del Tuina, ma al tempo stesso ne abbia conservato l’approfondimento teorico e l’identità culturale.

Differenze rispetto allo shiatsu
Al proposito bisogna ricordare che, per quanto nelle scuole italiane di shiatsu sia insegnata anche la medicina cinese, Shizuto Masunaga – grande personalità della disciplina – sviluppò un metodo di massaggio partendo dalla medicina giapponese e dalla propria approfondita esperienza, senza mantenere un legame così stretto con la medicina cinese.
La centralità dell’Hara, il concetto di Kyo e Jitsu, di “mano madre” e “mano figlia”, le estensioni dei meridiani sono tutti principi fondamentali dello shiatsu, estranei perciò alla medicina cinese.

La situazione in Italia
Oggi in Italia la tecnica Tuina è inserita nel contesto delle discipline bionaturali, praticata ed insegnata anche da validissimi operatori non provenienti dall’area sanitaria e attira un pubblico composto da persone interessate alle discipline olistiche. Il Tuina viene praticato anche da operatori di altre tecniche di massaggio, oltre che da fisioterapisti, osteopati, massoterapisti, infermieri e ostetriche.

Un pensiero raffinato e irresistibile
Il successo odierno si deve al fatto che le tecniche e le manovre del Tuina offrono a tutte le persone che lo studiano uno strumento molto valido ed efficace per il loro lavoro. Al tempo stesso il contesto teorico della medicina cinese è di una bellezza e di una logicità tali da sedurre chi è in cerca di una disciplina olistica, così come chi ha un approccio più scientifico o di natura sanitaria.

Massaggi ad hoc per i più piccoli
Un ramo molto particolare del Tuina è ed è sempre stato quello della sua applicazione sui bambini; questo ha contribuito a radicarlo nella cultura popolare, tra le mura domestiche, custodendolo nei periodi di maggiore oscurantismo; è inoltre una tecnica a bassissimo costo, non richiedendo alcuna attrezzatura o spesa. Le semplici manovre per i più comuni disturbi possono essere insegnate alle mamme: ciò aumenta l’interazione e il contatto con i loro bambini fin dai primi giorni di vita e le aiuta a sentirsi utili per le piccole esigenze quotidiane.

Il trattamento Tuina in pratica
Il trattamento Tuina, in un contesto di disciplina bionaturale, non è da intendersi come atto medico o come sostitutivo di una terapia medica né come trattamento estetico. Si svolge su un lettino da massaggio, dura in media 45-50 minuti ed è preceduto da un colloquio che permette all’operatore di personalizzare la sequenza delle manovre e delle eventuali tecniche complementari, in modo da adattarle alle necessità del cliente.
La sensazione che rimanda è quella di un trattamento profondo ma mai doloroso, piacevolmente energico e in grado di restituire un benessere psicofisico intenso, profondo e duraturo. L’operatore, a seconda degli obiettivi da raggiungere, può scegliere di trattare tutto il corpo o solo porzioni specifiche e regola l’intensità del trattamento sulla corporatura e sulla sensazione del cliente in modo da mantenerlo sempre nella sua zona di confort.

 

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