Pulizie di primavera

È il momento in cui si pulisce la casa da cima a fondo. Operazione encomiabile che però rischia di trasformare il nostro appartamento in un laboratorio chimico. Ridurre il numero di detersivi e scegliere quelli che inquinano di meno è la prima cosa. Così come utilizzare i panni in microfibra e scegliere detersivi a basso impatto ambientale. Ecco come riconoscerli

A cura della redazione 20 Mar 2018
Pulizie di primavera

Il metodo più semplice per abbassare il proprio impatto ambientale in fase di pulizia è ricorrere ai detersivi bio o marchiati Ecolabel. È la certificazione europea che garantisce un'alta e facile biodegradabilità e fra questi prodotti se ne trovano anche di molto economici ai discount. Si riconoscono dal simbolo del fiorellino dell'Unione Europea. Esistono poi dei disciplinari studiati da diversi enti certificatori. Icea per esempio ha messo a punto un sistema di certificazione volontaria su due livelli: Eco detergenza e Eco Bio Detergenza, dove ovviamente quest'ultima richiede requisiti più stringenti. Questa certificazione garantisce l'assenza sia nel prodotto che nel materiale da imballaggio di materie a rischio dal punto di vista ecologico, salvaguardando però l'efficacia e le performance di lavaggio. Per esempio sostanze allergizzanti, irritanti o ritenute dannose per la salute dell'uomo e dell'ambiente. Gli imballaggi devono essere costituiti da materie prime rinnovabili, riciclabili o collegati ad un sistema di restituzione dei vuoti.

Anche l'ente certificatore CCPB ha attivato, in collaborazione con Almagisi, uno specifico schema di certificazione per detergenti eco-biocompatibili. I criteri utilizzati per la valutazione degli ingredienti sono di tipo chimico, biotossicologico ed ecotossicologico, mentre i prodotti finiti sono valutati dal punti di vista generale e nella comparabilità della loro efficacia. Il disciplinare è stato predisposto da esperti che vantano un'esperienza pluriennale nel settore. Il punto forte di Ecolabel è l'estrema attenzione alla biodegradabilità e alla bassa tossicità acquatica dopo l'uso. Ha introdotto nel tempo anche dei parametri specifici sugli imballaggi. Il fulcro invece di certificazioni come Icea e CCPB è il basso impatto ambientale delle materie prime, il più possibile di origine vegetale e spesso provenienti da coltivazioni biologiche. È in arrivo però una nuova certificazione internazionale in grado di unire le due caratteristiche.

Attenti agli eco furbi

Spesso purtroppo al posto delle certificazioni di enti terzi alcune aziende si inventano autocertificazioni, si moltiplicano perciò strani simboli, che hanno poco valore perché autorefenziali. Ci sono anche casi di claim non veritieri. È il caso di Cif PowerPro natural, sgrassatore e bagno, e Lysoform Protezione e Natura: "si presentano come detergenti naturali. Peccato però che la lista degli ingredienti contraddica quanto dichiarato sulla confezione dei prodotti: in realtà sono formati principalmente da acqua e sono presenti allergeni e profumi". Così scrive Altroconsumo che ha denunciato al Garante questi prodotti.

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