È l'ora dello... Spicy hour!

Cocktail di aromi naturali: l’aperitivo con le spezie è una pratica che sta tornando in voga grazie alla verve di chef e barman, anche stellati.

A cura della redazione 07 Oct 2017
È l'ora dello... Spicy hour!

Utilizzate da secoli per la conservazione e l’arricchimento delle pietanze, le affollavano le tavole dei nobili e delle famiglie più abbienti. Oggetto da sempre di fiorenti scambi commerciali sulla Via delle Spezie, lastricata di carovane e trait d’union secolare tra Oriente e Occidente, per via della loro provenienza esotica e del lungo viaggio che dovevano affrontare per raggiungere i principali centri della vecchia Europa, i costi delle spezie non erano sicuramente alla portata di tutti. Ai nostri giorni fortunatamente, il mercato globale e il progresso hanno ridotto fortemente l’inaccessibilità di questi preziosi alimenti, che abbondano sui banchi dei mercati e trovano un utilizzo davvero in ogni situazione, dai piatti etnici o esotici della terra d’origine, alle cucine tradizionali dei Paesi “ospitanti”, fino ai dessert e, appunto, alle bevande. In realtà, il loro utilizzo abbinato ai drink non è proprio una trovata recente. Già dalla fine dell’Ottocento e nella prima decade del Novecento, aperitivi e digestivi, long drink e after dinner popolavano i salotti e i circoli della nobiltà europea. Uno dei più famosi e antichi ritrovati a base di spezie è l’Alexander, un mix di brandy, crema di cacao e una spolverata di noce moscata o in alcune varianti cannella. Nato nei palazzi reali d’Inghilterra, fu messo a punto in occasione delle nozze della principessa Mary agli inizi del Novecento. Il colore bianco è appunto un omaggio alla novella sposa regale. Brandy, rum e cognac oppure whisky si abbinano facilmente con le spezie e danno vita, in 3 varianti a seconda del liquore utilizzato, a un altro mitico spicy cocktail: l’Egg-Nog, coktail natalizio d’Oltremanica, i cui ingredienti non alcolici sono latte, noce moscata oppure cannella. Altro miscelato storico da aperitivo o dopocena alcolico evergreen è il Porto, vino liquoroso portoghese che ha vita nelle cantine del famoso sobborgo di Vila Nova de Gaia lungo le rive del fiume Douro, a Oporto. Amato e commerciato via mare dagli Inglesi e dalle navi di Sua Maestà, il Porto flip è la variante con aggiunta di uovo (si usa solo il tuorlo) e noce moscata. Con il rum, presente nel Mojito, si può ottenere anche un particolare long drink aggiungendo un tocco di zenzero spremuto. Dai climi caldi a quelli sottozero, il pepe in bacche si sposa bene con la Caipirinha delle assolate spiagge brasiliane, ma anche con la Vodka di provenienza artica, cui si può aggiungere il pepe, questa volta macinato o in polvere e qualche filamento di vaniglia, per arrotondare il gusto secco dell’alcolico russo.

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